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Castello normanno-svevo di Gioia del Colle (Bari)

Il castello normanno-svevo di Gioia del Colle è una struttura di origine normanna situato nel centro storico di Gioia del Colle. Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo lo gestisce tramite il Polo museale della Puglia, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.

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Castello normanno-svevo di Gioia del Colle

Il Castello normanno-svevo di Gioia del Colle è il risultato di tre interventi costruttivi: uno del periodo bizantino, uno normanno e l’ultimo di quello svevo. Inizialmente era costituito da un recinto fortificato in conci lapidei, fu ingrandito nel XII secolo dal normanno Riccardo Siniscalco, che lo trasformò in una residenza nobiliare.

La sistemazione definitiva del castello si deve a Federico II di Svevia intorno al 1230, epoca in cui si presenta con un cortile quadrangolare, saloni e stanze che si affacciano su di esso, ed è delimitato da quattro torri angolari. Delle quattro torri angolari originarie, oggi ne restano solo due: quella De’ Rossi e quella dell’Imperatrice.

Si nota una varietà di motivi artistici all’interno del cortile e delle sale. Il materiale di costruzione del Castello è prevalentemente pietra calcarea e carparo rosso. Numerose monofore, bifore, una trifora e feritoie si aprono in maniera disordinata sulle cortine e sulle torri, confermando le diverse fasi costruttive.

Dalla scalinata monumentale del cortile si sale al primo piano, dove è presente la Sala del trono. In fondo a questa si trova un trono in pietra, costruito nel corso del restauro del 1907, con frammenti scultorei recuperati nel Castello in seguito alle demolizioni. Dalla Sala del Trono si accede alla Sala del Camino, cosiddetta per la presenza di un camino rinascimentale. [fonte]

Il Castello oggi

Agli inizi del 900 fu acquistato dal Marchese di Noci, Orazio De Luca Resta,che successivamente ne propose la donazione al Comune di Gioia del Colle.

Sempre agli inizi del 900 ha subito un pesante restauro da parte dell’architetto Angelo Pantaleo, che, da un lato cercò di recuperare l’aspetto originario, dall’altro operò delle ricostruzioni arbitrarie, che interessarono particolarmente la scalinata, le trifore e il trono.

Il 1955 il Ministero della P. I. acquistò il castello, che era molto malridotto, il quale divenne proprietà dello Stato, che lo dichiarò Monumento Nazionale.

Alla fine degli anni 60 l’ingegnere Raffaele De Vita ha operato un restauro conservativo con una ripulitura delle pareti esterne ed interne, contribuendo a rendere vivibile il castello, sia come monumento da visitare che come luogo fruibile per attività culturali e sociali a favore della cittadinanza. [fonte]

Struttura del Castello normanno-svevo di Gioia del Colle

Il castello di Gioia oltre ad essere uno migliori dal punto di vista della conservazione, tra quelli presenti in Puglia, è anche uno tra i più caratteristici dal punto di vista architettonico.

Infatti presenta una varietà di motivi artistici che vanno dall’influsso arabo, probabilmente frutto dell’esperienza crociata di Federico II, all’utilizzo della pietra calcarea locale, del bugnato, del tufo carparo locale.Tutto ciò crea crea un apprezzabile e piacevole contrasto ed una vivacità unica nell’insieme.
Delle quattro torri angolari originarie, di cui si parla nell’apprezzo della Terra di Gioia sia dell’architetto e tabulario Honofrio Tangho del 1640 che di Gennaro Pinto del 1653, oggi possiamo ammirarne solo due: quella De’ Rossi e quella dell’Imperatrice. [fonte]

Cortile

Varcato il portone d’ingresso con il suo arco ogivale si entra in un ampio cortile a pianta trapezoidale. Colpisce la varietà di aperture che vi si affacciano: bifore e trifore nonché la scalinata che porta al piano superiore, in gran parte ricostruzioni del Pantaleo. La scalinata presenta dei bassorilievi rappresentanti animali e scene di caccia. Al centro del cortile c’è una capiente cisterna per la raccolta di acqua. Il versante nord e quello est del cortile sono stati ricostruiti.

Dal cortile si accede ai locali a piano terra, un tempo adibiti a depositi, scuderie e dimora dei domestici ed oggi utilizzati come sede del Museo Archeologico Nazionale, nel quale sono esposti sia reperti di campagne di scavo dell’acropoli e dell’abitato di Monte Sannace, uno dei più importanti centri della Peucezia, sito a 5 Km. [fonte]

Forno e prigione

Da un ingresso posto sul lato sud del cortile si accede alla sala del forno, così chiamata per la presenza di un grande forno, sulla cui struttura è poggiata una delle torri superstiti, quella detta dell’Imperatrice.

Sotto il forno c’è un piccolo sotterraneo, utilizzato un tempo come prigione. Sulla parete est della prigione sono scolpite due protuberanze a forma di seni. La leggenda vuole siano i seni che ricordano il martirio di Bianca Lancia, che, a causa della gelosia e dell’offesa arrecatale da Federico II, subito dopo aver dato alla luce il figlio Manfredi, se li era recisi e aveva ordinato ai suoi servitori di consegnarli al re marito, insieme al neonato. [fonte]

Sala del trono

Al termine della scalinata del cortile si accede alla sala del trono, così chiamata perchè in fondo alla parete  sud  è appoggiato un trono in pietra, ricostruzione del Pantaleo.

L’arco posto verso la parte terminale della sala,  verosimilmente, aveva il compito di creare una divisione tra la zona ” riservata “, quella del trono, dall’ambiente destinato alle udienze, ai sudditi, come è dimostrato anche dalla presenza di sedili in pietra presenti in quest’ultimo ambiente. [fonte]

Sala del caminetto

Dalla sala del trono si accede alla sala del caminetto, così chiamata per la presenza di un camino di dimensioni più ridotte rispetto a quello della sala precedente e di minor pregio dal punto di vista architettonico.

Questa sala è di dimensioni ridotte rispetto alla precedente e presenta delle aperture anche sulla sulla cortina esterna, a differenza della sala del trono, che prende luce quasi esclusivamente dalle bifore e trifore che si affacciano sul cortile interno.

Era sicuramente utilizzata dalla regina e dalle cortigiane, che trascorrevano in quell’ambiente gran parte della giornata. Attraverso questa sala si accede all’ altra torre che è rimasta in piedi: quella detta dell’Imperatrice, meno alta della precedente, che si trova sulla proiezione verticale della prigione e del forno. [fonte]

Museo Archeologico Nazionale di Gioia del Colle

Il Museo archeologico nazionale di Gioia del Colle è situato nelle sale del castello normanno-svevo e raccoglie i reperti archeologici provenienti dagli scavi nelle aree di Monte Sannace e Santo Mola, che hanno portato alla luce un insediamento di antichi Peucezi. Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale della Puglia. I reperti esposti risalgono al Neolitico e all’Età del bronzo e del ferro.

Gli oggetti in esposizione comprendono vasi geometrici e figurati, armi e oggetti in bronzo, fibule e ornamenti personali, statuine fittili, che componevano i corredi delle sepolture, Ceramica d’uso domestico e da mensa, pentole, fornelli, macine e utensili vari, riferibili alla vita quotidiana e alle attività dell’antica popolazione. Fra gli oggetti in esposizione, inoltre, alcuni bronzi che costituivano parte dell’armatura di guerrieri del V secolo a.C. (un elmo di tipo corinzio e un omerale).

Parco archeologico di Monte Sannace

fonte: https://cultura.gov.it/luogo/parco-archeologico-di-monte-sannace

Il sito, distante 5 km dal centro abitato in direzione di Turi, è stato oggetto di scavi archeologici a partire dal 1957 da parte della Soprintendenza alle antichità della Puglia e del Materano. Gli scavi, terminati nel 1961, hanno portato alla luce un insediamento degli antichi Peucezi risalente al IX secolo a.C. e che perdura, con brevi interruzioni, fino al periodo ellenistico-romano (all’incirca fino al I secolo d.C.).

Il parco archeologico comprende alcuni tratti dei circuiti difensivi e la porta nord, oltre a buona parte dell’abitato, numerose tombe e diversi edifici dell’acropoli.

I reperti provenienti dagli scavi sono conservati nel Museo archeologico nazionale situato all’interno del Castello normanno-svevo.

PARCO ARCHEOLOGICO DI MONTE SANNACE
Strada Provinciale 61 Gioia del Colle – Turi Km 4,5
70023 Gioia del Colle (BA)
tel: +39 0803483052
e-mail: info@parcomontesannace.it

Dove si trova il Castello normanno-svevo di Gioia del Colle

CASTELLO NORMANNO SVEVO / MUSEO ARCHEOLOGICO
Piazza dei Martiri 1799, 1
70023 Gioia del Colle (BA)
tel: +39 080 3481305
e-mail: drm-pug.museogioiadelcolle@beniculturali.it

Castello normanno-svevo di Gioia del Colle orari e prezzi biglietti

  • Lunedì – Sabato: 8:30/19:30
  • Domenica: 8:30/13:30

BIGLIETTO INTERO € 8,00
BIGLIETTO RIDOTTO € 2,00

Cosa vedere a Gioia del Colle

La cittadina di Gioia del Colle in provincia di Bari sorge sull’altopiano delle Murge. Il paesaggio è caratterizzato da grandi superfici boschive. L’attuale abitato di Gioia del Colle nasce intorno a un castello di origini bizantine. Il suo nome deriva da Joha, riduzione del cognome Joannakis, famiglia bizantina presente in questi luoghi in età medioevale. Ma sull’origine del toponimo ci sono molte opinioni e perfino leggende. La sua attrazione più nota è il Castello normanno-svevo.

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Gabriele e Pietro, sempre in giro per la Puglia (e non solo!), da collezionisti di Barbie ci siamo trasformati in travel blogger per raccontare la nostra terra in modo originale, e mostrare anche i luoghi meno conosciuti.

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