Manfredonia è una vivace città marittima della Puglia, in provincia di Foggia, dove storia, tradizioni e paesaggi mozzafiato si incontrano. Tra il fascino del centro storico, il porto animato e le vicine bellezze naturali del Gargano, offre al visitatore un viaggio autentico tra cultura e mare. Situata nel Parco Nazionale del Gargano, sorge sull’omonimo golfo ed è sede arcivescovile dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. La città deve il suo nome a Manfredi di Sicilia, figlio dell’imperatore Federico II, che la fondò nel XIII secolo.
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Indice dei contenuti
Storia di Manfredonia

Origini antiche e Siponto
Manfredonia ha origine dalla città dauna di Siponto, abitata fin dal Neolitico e importante centro daunio ed ellenizzato. Con la conquista romana nel 189 a.C., Siponto divenne una colonia strategica e sede vescovile nel IV secolo. Fu distrutta più volte, tra Longobardi, Bizantini e Saraceni, fino ai terremoti del XIII secolo che ne determinarono la decadenza definitiva.
Fondazione di Manfredonia
Nel 1256, Manfredi di Svevia fondò Manfredonia a nord di Siponto, dandole il proprio nome. La nuova città fu costruita secondo criteri amministrativi avanzati, con mura, castello, porto e privilegi fiscali che la resero un centro fiorente. Vi si insediò anche una storica comunità ebraica.
Periodo angioino
Durante il dominio degli Angioini (XIII-XIV sec.), Manfredonia continuò a crescere. Fu completato il Duomo (1274), ampliato il castello, costruite nuove fortificazioni, e il porto divenne un importante snodo commerciale. Tuttavia, perse il titolo di “capitale della Puglia” nel 1300.
Periodo aragonese
Nel XV sec., sotto gli Aragonesi, la città entrò in una fase di declino, gravata da tasse e tributi. Subì saccheggi e cambiamenti politici, perdendo parte della sua prosperità.
Sacco dei Turchi (1620)
Un evento tragico nella storia cittadina fu il sacco ottomano del 1620, durante il quale Manfredonia fu distrutta, molti abitanti uccisi, il Duomo incendiato, e numerosi beni saccheggiati. Fu un colpo durissimo, seguito da una lenta e difficile ricostruzione.

Età moderna (XVII-XVIII sec.)
Nel Settecento iniziò una timida ripresa. Furono ricostruite strutture religiose e civili. La popolazione crebbe, ma restavano condizioni di vita molto povere. Nel 1798, due principesse borboniche francesi trovarono rifugio temporaneo a Manfredonia.
XIX secolo
Con l’Unità d’Italia e la modernizzazione, Manfredonia migliorò le infrastrutture (strade, porto) e tornò a svilupparsi. Si formarono le prime società di mutuo soccorso, cooperative e associazioni operaie. Tuttavia, le condizioni di vita per i contadini restavano dure, con proteste e scioperi ricorrenti.
XX secolo
Durante la Prima Guerra Mondiale, fu la prima città italiana colpita da navi austriache (1915). Nella Seconda Guerra Mondiale ospitò un campo di internamento e subì l’occupazione tedesca. Dopo la guerra, con la ricostruzione, conobbe un’espansione urbanistica e demografica.
XXI secolo
Nel 2016 la cittadinanza ha respinto, tramite referendum, un grande impianto di stoccaggio GPL. Nel 2019, però, il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, segnando una fase critica nella politica cittadina.
Cosa vedere a Manfredonia
Centro storico di Manfredonia


Il centro storico di Manfredonia è un intreccio di vicoli bianchi, piazzette vivaci e scorci che raccontano secoli di storia e tradizioni marinare. Passeggiando tra le sue stradine si incontrano il maestoso Castello Svevo-Angioino-Aragonese, che custodisce il Museo Archeologico Nazionale, e la Cattedrale di San Lorenzo Maiorano, con la sua sobria facciata e l’interno luminoso. Non mancano chiese storiche come San Domenico e San Benedetto, testimonianze di arte e devozione popolare. Negli ultimi anni, il borgo si è arricchito di colorati murales che adornano facciate e angoli nascosti, trasformando il centro in un vero museo a cielo aperto: opere che raccontano miti, leggende e la vita quotidiana della città, fondendo arte contemporanea e identità locale. Tra profumi di cucina tradizionale e il calore dell’accoglienza pugliese, il centro storico di Manfredonia invita a un viaggio lento, dove ogni passo svela una nuova storia.
Cattedrale di San Lorenzo Maiorano

Intitolata a san Lorenzo Maiorano patrono della città, che fu vescovo di Siponto tra la fine del V secolo e la metà del VI, venne costruita tra il 1270 e il 1274, ma solo nel 1324 vi si trasferì il capitolo diocesano. Nella sua prima versione la cattedrale è in stile gotico, a tre navate. Sono visibili ancora le fondamenta dell’antica struttura. Nel 1620 fu distrutta dagli ottomani.


L’edificio attuale risale all’episcopato di Antonio Marullo (1643-1648). Vi si conservano le reliquie del patrono della città e alcune opere d’arte traslate nel XX secolo dalle altre chiese del territorio, tra le quali l’antica icona della Madonna di Siponto, la statua in legno policromo di fattura bizantina detta Madonna dagli occhi sbarrati o La Sipontina e un possente crocifisso ligneo duecentesco.
Orologio del Campanile


Chiamo alle armi, consacro i giorni, registro le ore allontano le nubi, canto avvenimenti lieti, piango i morti. Questo distico si legge al di sopra della porta d’ingresso del campanile della Cattedrale di Manfredonia. Grazie al Card. Arc. Vincenzo M. Orsini, arcivescovo della diocesi di Manfredonia dal 1675 al 1680, venne costruita questa bellissima torre campanaria, isolata e di pianta quadrata dalla parte opposta dell’ingresso principale della chiesa. Il campanile di pietra calcarea lavorata, che il tempo ha reso di colore giallo scuro, venne costruito a spese del Card. Orsini, sotto la direzione dell’Ingegnere Giacomo Manerba e benedetto dallo stesso Cardinale il 13 dicembre 1677. Il lato della pianta quadrata è di metri e la sua altezza, compresa la cupoletta, è di 17,80 metri. Pare che originariamente davanti al campanile ci fosse una statua a cavallo di San Lorenzo, fatta collocare dallo stesso Orsini, leggenda vuole che la statua sia stata distrutta da una tempesta avvenuta il 7 febbraio 1686, oggi c’è un’edicola con l’immagine della Madonna di Siponto. Il campanile, di stile barocco, si presenta come una torre di fortezza formata da tre dadi divisi da una cornice marcapiano, il terzo dado è aperto su tutti e quattro i lati da finestre monofore e contiene cinque campane di varia misura. Sulla sommità del campanile un tamburo e una cupoletta che sorregge la lanterna nella quale sono installate le campanelle segnatempo dell’orologio. L’orologio posto sulle due facce opposte del tamburo venne fatto installare dal Comune successivamente.
Castello Svevo-Angioino-Aragonese di Manfredonia

Voluto da Manfredi di Sicilia all’atto di fondazione della città, il castello è frutto di diverse trasformazioni, ampliamenti e rifacimenti avvenuti durante le diverse epoche. Stabilire con certezza la genesi costruttiva del castello di Manfredonia è ad oggi assai difficile. L’impianto del nucleo interno del castello sembra ritenersi opera sveva per via della chiara e lineare disposizione delle strutture. Alcuni studiosi però fanno notare che a livello documentale, in particolare, della cancelleria angioina, non c’è traccia della preesistenza di strutture all’atto dell’inizio dei lavori del castello.


Quest’ultima ipotesi è supportata dal fatto che l’apporto innovativo degli architetti francesi e provenzali, in particolar modo in Puglia, non si discosta molto dall’opera delle corrispettive maestranze pugliesi che progettavano e costruivano secondo i canoni svevi. In ogni caso alcuni particolari costruttivi lasciano ipotizzare stili e strutture sveve autonome e preesistenti, infatti è anche possibile che Carlo I d’Angiò riutilizzò alcune strutture in elevazione fatte costruire dallo stesso principe svevo, Manfredi. Nel 1968, con D.P.R. del 21 giugno n. 952, il castello viene donato dal comune allo Stato con l’impegno, da parte di quest’ultimo, di istituire al suo interno un museo per conservare i reperti provenienti dal territorio circostante. L’attuale museo archeologico che custodisce stele daunie databili all’VIII-VI secolo a.C.
Parco della Rimembranza

Il Parco della Rimembranza è collocato nel centro abitato nei pressi del Castello Svevo Angioino. Coincide con la porzione dei Giardini Pubblici posizionata nella zona nord antistante il Castello svevo-angioino, dove si trova il Monumento ai Caduti. Oggi, la denominazione “Parco della Rimembranza” si usa erroneamente in riferimento all’intera area verde attorno al castello. La porzione di suolo occupata dai Giardini Pubblici fu acquistata dal Comune nel 1901 dall’ Orfanotrofio Militare di Napoli ed i giardini furono impiantati dal sindaco Vincenzo Capparelli agli inizi del ‘900 (1909 circa). Il Parco della Rimembranza nasce nel 1922 da una circolare del Ministero della Pubblica Istruzione, che invitava i Comuni italiani a piantare un albero per ogni caduto della Grande Guerra.
A Manfredonia furono messi a dimora 181 pini in memoria dei cittadini caduti, disposti in filari attorno al monumento centrale. Un luogo pensato come santuario laico della memoria e come spazio educativo, dove le scolaresche potessero ricordare attraverso la vita degli alberi il sacrificio dei loro concittadini. Nel 1983 l’area è stata dichiarata di interesse storico-artistico ai sensi della Legge 1089/1939 (oggi Codice dei Beni Culturali), ponendola sotto tutela come bene culturale e paesaggistico. A fine anni ’70, la villa comunale ha subito una ristrutturazione che ha mutato l’assetto originario: vialetti in mattoni, aiuole mistilinee, panchine, scalinate scenografiche. Oggi restano solo circa 40 pini e il monumento, ma sono scomparse le targhette con i nomi dei caduti.
Lungomare di Manfredonia


Il lungomare di Manfredonia, noto come “Lungomare del Sole”, è una passeggiata scenografica sul mare che unisce bellezza naturale e momenti di socialità. Affacciato sulle spiagge sabbiose, offre scorci ideali per camminare al tramonto, gustare un gelato o semplicemente lasciarsi cullare dal suono delle onde. Le cartellonistiche posizionate lungo il percorso indicano i punti “selfie” migliori: angoli panoramici con vista sul golfo e sul profilo montano del Gargano, dove immortalarsi diventa un ricordo vivido della visita. Le spiagge vicine, come Siponto, offrono ampie aree libere e lidi attrezzati, permettendo di alternare la passeggiata a momenti di relax al sole, tra sabbia fina e mare cristallino.
Il porto turistico: Marina del Gargano

Adiacente al centro storico, la Marina del Gargano è il moderno porto turistico di Manfredonia, inaugurato nel 2013 e divenuto presto uno degli hub nautici più attrezzati dell’Adriatico. Con circa 700-747 posti barca per imbarcazioni da 8 fino a 60 metri, si distingue per fondali profondi (fino a 6,5 m), elevata sicurezza meteomarina e una gamma completa di servizi: travel-lift fino a 130 tonnellate, bunkeraggio, pump-out, rimessaggio coperto e persino un eliporto. All’interno del porto si trovano ristoranti, bar, gelaterie, boutique, noleggio bici o golf cart, parcheggi numerati e Wi-Fi gratuito. La marina è considerata non soltanto un polo nautico, ma un luogo di aggregazione e svago, quasi una “piazza sul mare”, aperta in tutte le stagioni grazie al clima mite.
Chiesa di San Francesco


Una della chiese più antiche della città è quella dedicata al santo Francesco. È stata costruita per volere dell’arcivescovo Pietro II nel 1348 che introdusse in città l’ordine dei frati minori conventuali. Come molte altre strutture cittadine, durante il sacco dei turchi nel 1620 fu rasa al suolo. La sua ricostruzione avvenne nel 1676 con la relativa consacrazione ad opera dell’arcivescovo Orsini. Il rifacimento esterno della chiesa è in stile romanico, l’interno è gotico. Vi si conservano un crocifisso ligneo del Seicento, una pittura del XVII secolo (la Natività), degli artisti Bernardo e Giulio Licinio, un’epigrafe dell’arcivescovo Orsini e altre antiche lapidi. Si conserva, inoltre, una tela raffigurante il servo di Dio, Francesco Antonio Boccoli, morto nel 1767 e figlio di un console sipontino in Ragusa.
Piazza del Popolo e Palazzo San Domenico


Piazza del Popolo è il cuore pulsante di Manfredonia, un ampio spazio urbano dove si intrecciano storia, vita quotidiana e momenti di incontro. Dominata dalla facciata elegante del Palazzo San Domenico, sede del Municipio, la piazza rappresenta un punto di riferimento per cittadini e visitatori. L’edificio, sorto nel XV secolo come convento domenicano, conserva ancora elementi architettonici originari, tra cui un portale in pietra finemente scolpito e un chiostro interno che racconta la sua antica funzione monastica. Oggi, il palazzo unisce la solennità storica alla vivacità dell’amministrazione civica, diventando il simbolo della continuità tra passato e presente. La piazza, circondata da caffè, negozi e scorci pittoreschi, è teatro di eventi, mercatini e feste, offrendo un’immagine autentica della vita manfredoniana. Al calar della sera, con le luci che illuminano la facciata e il mormorio delle conversazioni, Piazza del Popolo si trasforma in un salotto all’aperto dal fascino intramontabile.
Cappella della Maddalena


È inserita nel complesso architettonico della chiesa domenicana dedicata originariamente a Maria Maddalena, voluta da Carlo d’Angiò. La costruzione della chiesa fu iniziata nel 1294, in seguito alla donazione del sovrano angioino fatta ai frati domenicani di un sito sul tratto costiero delle mura. L’opera fu finanziata con un fiorino a settimana. L’originaria struttura è andata distrutta in seguito all’assalto dei turchi avvenuto nel 1620, ma la cappella, forse per un caso fortuito, fu preservata dalla distruzione rimanendo occultata per secoli. Il 15 novembre del 1895, durante ordinari lavori di sistemazione, venne alla luce la cappella con i suoi affreschi raffiguranti san Nicola, san Domenico, l’albero di Jesse con la stirpe di David, la Maddalena nell’atto della deposizione di Cristo.
Palazzo Mettola


Palazzo Mettola, noto anche come Palazzo De Florio, si trova a Manfredonia, in Puglia, tra corso Manfredi e via Arcivescovado. Un tempo apparteneva alla famiglia De Florio, e una delle sue componenti, Suor Antonia, trasformò la sua abitazione in un monastero di Clarisse nel 1592. Il palazzo è un esempio di architettura pugliese ed è stato schedato dal Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia.
Monumento equestre al fondatore, re Manfredi di Svevia


Nel 2015, il giorno 24 maggio, è stato installato un monumento equestre a re Manfredi di Svevia, fondatore della città, al centro del piazzale Silvio Ferri e dietro alla fontana intitolata ad Antonello Rosa, figlio primogenito di Francesco Trimboli, mecenate benefattore della città. Il tutto è situato nei pressi del castello svevo-angioino-aragonese, sul lungomare. L’autore è lo scultore Salvatore Lovaglio. L’intervento è stato finanziato con deliberazione della Giunta Comunale.
Fontana di Tommaso Piscitelli

Fontana commissionata nel 1932 dal sindaco (poi podestà) Pietro Simone all’artista pugliese, di Giovinazzo, Tommaso Piscitelli. Il progetto nasce in un contesto di rivalutazione urbana, voluto dallo stesso sindaco, che interessò la costruzione del Lungomare Diomede, oggi N. Sauro. Il progetto della fontana Piscitelli, ora ubicata in piazza Falcone-Borsellino, è stato redatto dall’ing. Pagano con una previsione di spesa di L. 192.000, compresa la sistemazione della piazza. È un complesso monumentale bronzeo raffigurante un gigante, simbolo del Gargano, che regge una coppa, emblema dell’abbondanza, attorno alla quale sono disposte tre giovani donne che rappresentano le prevalenti attività economiche locali: l’agricoltura, la pesca e la pastorizia. All’apice della coppa sono posti tre putti che reggono un guscio di murice. Collocata nel 1935 in piazza del Duomo, venne rimossa nel 1967. Nel 1992 viene restaurata dall’artista locale Franco Troiano, e successivamente collocata nel 2004 nei pressi della chiesa di s. Andrea Apostolo sul lungomare del Sole.
Parrocchia Stella Del Mare


L’edificio è costituito da pareti perimetrali, archi e volte in muratura portante. Sul prospetto sono presenti due leoni in pietra in stile romanico, verosimilmente provenienti da Siponto. La sua edificazione risale ai primi anni del XVI secolo. Essa, con l’adiacente convento, fu costruita nei pressi del castello e del cosiddetto Piano delle fosse dal 1516 ad opera dell’arcivescovo-cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte (1513-1544) 1, poi Papa Giulio III (1550-1555). Dopo poco più di un secolo, nell’agosto del 1620, fu saccheggiata e distrutta assieme al convento dai Turchi che invasero e occuparono saccheggiando la città per alcuni giorni. Solo poco più di cinquant’anni dopo da quell’evento, nel 1674, il convento fu ricostruito e trasformato in orfanatrofio. Con l’arrivo dell’arcivescovo Mons. Andrea Cesarano l’Aula Liturgica, tra il 1935 e il 1937, viene ricostruita e abbellita ex novo. Dal 1964 al 1987 la chiesa è rimasta chiusa, per brevi periodi, tre volte per interventi e lavori di manutenzione, anche a conseguenza degli eventi alluvionali del 1972 e 1976, mentre i lavori di manutenzione straordinaria all’interno della chiesa, progettati e diretti dal sottoscritto, sono stati eseguiti tra il 1997 e il 1998.
Spiagge e lidi: dove andare a mare a Manfredonia

Le spiagge di Manfredonia si distinguono per la sabbia fine e dorata, nonché per le acque limpide e poco profonde: perfette per famiglie e giornate di relax. Il Lido di Siponto è il litorale principale (anche se molto ampia è anche la spiaggia cittadina): lungo, ben attrezzato, dotato di lettini, ombrelloni, docce, servizi e area giochi. A seguire, si estende la Spiaggia degli Sciali — che include Sciali di Lauro, degli Zingari e Scalo dei Saraceni — caratterizzata da stabilimenti balneari e aree libere immerse nella macchia mediterranea, con fondali sabbiosi e mare cristallino. Più a sud, le spiagge di Ippocampo e Zaponeta offrono sabbia chiara e mare azzurro, in contesti vivaci e frequentati durante l’estate. Ci sono anche località come Macchia e Varcaro, con lidi privati a pochi chilometri, acque poco profonde e trasparenti, servizi essenziali e costi accessibili.


Guardando verso l’entroterra, Manfredonia è circondata dai caratteristici Monti della Daunia, parte dell’orlo orientale dell’Appennino, con alture modeste ma ricche di valore naturalistico e biodiversità. Sebbene non si trovino immediatamente a ridosso della costa, queste montagne dominano il panorama e si possono intravedere dal mare e dalle aree costiere, contribuendo a definire il profilo del territorio e conferendo al paesaggio un fascino più ampio e variegato tra mare e colline.


In sintesi, Manfredonia offre un’esperienza turistica completa: un lungomare vivace con postazioni perfette per i selfie, un porto turistico moderno e funzionale, spiagge dalle acque cristalline e un paesaggio che combina la tranquillità del mare con l’armonia della natura montana circostante. Fammi sapere se vuoi approfondire uno di questi aspetti!
Siponto, la basilica e il parco archeologico

Siponto, oggi frazione di Manfredonia, è un luogo dove il tempo sembra fondersi con la leggenda. Antica città romana e importante porto in epoca medievale, fu uno dei primi centri di cristianizzazione della Puglia. La sua attrazione principale è la Basilica di Santa Maria Maggiore, gioiello dell’architettura romanica pugliese, risalente all’XI-XII secolo. L’edificio, a pianta quadrata e con un’elegante cupola centrale, colpisce per la purezza delle linee e la sobria armonia delle forme. All’esterno, un suggestivo gioco di archi e pietra bianca racconta secoli di fede e arte. Accanto alla basilica si trova l’installazione artistica di Edoardo Tresoldi, una ricostruzione in rete metallica dell’antica chiesa paleocristiana, che crea un effetto etereo e magico, soprattutto al tramonto. Passeggiare tra le rovine romane e bizantine circostanti significa respirare un’atmosfera sospesa tra storia e spiritualità. Siponto è così un ponte ideale tra passato e presente, dove la bellezza architettonica dialoga con l’arte contemporanea.
Carnevale di Manfredonia

Il Carnevale di Manfredonia (denominato in passato anche Carnevale Dauno – in rappresentanza dell’intera provincia di Foggia, detta Daunia, appunto – e Carnevale Sipontino – da Siponto, il primo sito abitato e abbandonato con la fondazione della nuova città, nel XIII secolo) ha una tradizione che si perde nella storia. I riti del locale Carnevale sono infatti antichi, come antiche sono le vicende storiche e i reperti archeologici, testimonianza di una vecchia civiltà, “… essendo stati i nostri sipontini sempre portati all’allegria, siccome gli odierni portano l’istesso costume…” (Matteo Spinelli, 1780).
Ad antiche tradizioni s’ispira l’odierno Carnevale, già vivo e brillante nel primo dopoguerra e più spettacolare nel secondo, con la denominazione di Carnevale di Manfredonia. Dichiarato “Manifestazione di interesse regionale”, associato alla Federazione Italiana Carnevali e alla Federazione Europea dei Carnevali e dal 1998 patrocinata dall’UNICEF, il Carnevale di Manfredonia è socio fondatore di Carnevalia – Associazione italiana carnevali storici, istituita a Viareggio nel 2015.
Il Parco Nazionale del Gargano

Il Parco Nazionale del Gargano, istituito nel 1991, è uno dei parchi naturali più estesi e diversificati d’Italia. Situato nella parte nord della Puglia, abbraccia un territorio che va dalle coste frastagliate dell’Adriatico alle fitte foreste dell’entroterra, tra cui spicca la celebre Foresta Umbra, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Questo straordinario ecosistema ospita una ricchissima biodiversità, con specie endemiche, paesaggi mozzafiato, orchidee spontanee e antichi borghi medievali incastonati tra le montagne e il mare. Il Parco è la meta ideale per escursionisti, cicloturisti, amanti del birdwatching e appassionati di storia, grazie anche alla presenza di siti archeologici, santuari e abbazie millenarie. Un luogo dove la natura incontaminata, la spiritualità e le tradizioni locali convivono in armonia, rendendo il Gargano una delle destinazioni più affascinanti del sud Italia.



