Barbie in Town a Vieste | cosa vedere nella cittadina del Gargano

La nostra storia d’amore con il Gargano (e di conseguenza con Vieste) è lunga e affonda nelle radici di uno di noi due. Infatti io che sto scrivendo questa guida, Gabriele, sono originario di queste terre, precisamente di San Menaio, frazione di Vico del Gargano, dove sono nati e vissuti mia, madre, i miei nonni e i miei zii. Abbiamo deciso quindi di lasciare per ultima questa zona della Puglia per poterci dedicare con calma a queste terre a me così care, che sto facendo conoscere a Pietro.

Abbiamo deciso, visto che siamo in estate, di partire da Vieste, la città dell’amore e di Cristalda e Pizzomunno. Quindi allacciate le cinture, si parte!

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Vieste: curiosità, nome e territorio

Vieste (Vìst’ in dialetto viestano) è un comune della provincia di Foggia, in Puglia. Stazione balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della bandiera blu dalla Foundation for Environmental Education. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano.

Ci sono varie teorie riguardo l’origine del nome. In base alle ultime scoperte Vieste era Uria Garganica, in alcune carte medievali invece si parla di Besti/ Biesti e fino a inizi 900 era Viesti.

La particolare dislocazione urbanistica di Vieste è legata alla natura carsica del promontorio garganico, caratterizzato da strati rocciosi spesso erosi dall’azione marina.

Il nucleo dell’abitato sorge infatti su una piccola penisola rocciosa, dalla forma più o meno simmetrica, caratteristica per le sue tre baie separate da due punte (San Francesco e Santa Croce). Per queste motivazioni vi troverete spesso a salire e scendere, tra scalinate in pietra e tratti di strada in pendenza.

Vieste è sempre stata un punto di riferimento per partenza e arrivo alle Isole Tremiti, situate poco lontano a nord della costa.

Nei pressi di Vieste sono state rivenute numerose miniere di selce risalenti al primo neolitico tra cui la miniera di località Defensola che è stata definita dagli studiosi come la più grande d’Europa.

Cosa vedere a Vieste

Vieste fu sede vescovile tra il 993 e il 1817. Tra le costruzioni principali, come in altre città pugliese, si ricordano innanzitutto la Basilica Cattedrale romanica e il Castello, entrambi oggetto delle cure di Federico II di Svevia dopo che i veneziani avevano arrecato grande danno alla cittadina.

Concattedrale di Santa Maria Assunta

La basilica concattedrale di Santa Maria Assunta è il duomo di Vieste e concattedrale dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Nel 1981 fu insignita del titolo di basilica minore da papa Giovanni Paolo II.

Il duomo di Vieste fu edificato nell’XI secolo, ma la sua struttura originaria romanica si è modificata nel corso dei secoli per le distruzioni operate dal sisma del 1223, dalle incursioni dei Saraceni, nonché dal terremoto del Gargano del 1646.

La chiesa è a pianta a croce latina, con tre navate suddivise da colonne di stili diversi e transetto. Il presbiterio è dominato da una grande tela di Luigi Velpi (1779) raffigurante la Cacciata dei venditori dal tempio. L’altare maggiore risale al 1769 ed è affiancato da un Crocifisso ligneo settecentesco; fa da corona al presbiterio un coro ligneo del Seicento.

Il soffitto settecentesco dipinto a tempera è impreziosito da tre tele raffiguranti Maria Vergine assunta in cielo, a cui è intitolata la basilica, San Giorgio, protettore di Vieste, e San Michele arcangelo, patrono dell’arcidiocesi.

Castello di Vieste

Il Castello, massiccia costruzione fatta edificare dagli Svevi, domina il profilo della città vista da lontano, con la sua figura imponente. A pianta triangolare, si distingue dagli edifici e dal paesaggio circostante per il suo colore bruno, e si erge a strapiombo sulle rocce calcaree che danno sul mare. Le tre punte del suo perimetro sono rinforzate da caratteristici bastioni a punta. Fu danneggiato durante le incursioni veneziane e durante la prima guerra mondiale. È attualmente usato dalla marina militare italiana.

Nei pressi di queste costruzioni si trova la Porta ad Alt‘, caratteristica per l’arco acuto. Costituiva l’ingresso principale della città.

Pizzomunno

All’inizio della spiaggia detta del Castello, ovvero quella a sud del centro abitato, si erge, quasi a guardia di Vieste, un monolite in pietra calcarea bianca alto circa 25 metri chiamato Pizzomunno, che è il simbolo stesso della cittadina garganica. Pizzomunno è il soggetto di una popolare leggenda diffusa nel territorio di Vieste.

Trabucchi

Lungo la costa vi si trovano alcuni trabucchi, antiche installazioni da pesca provviste di lunghi bracci in legno che sostengono una rete. È questo uno degli elementi storici che distinguono la zona garganica rispetto al resto della costa pugliese.

Esso è una macchina caratteristica formata da un’ampia piattaforma quadrata e da quattro lunghe antenne, due delle quali molto più lunghe delle altre, disposte a ventaglio e quasi parallele all’acqua del mare. C’è da dire che il trabucco e costruito completamente con legno marino, e che Vieste ne è piena su tutte le sue meravigliose coste.

Grotte marine

L’erosione marina ha contribuito ad incidere e scavare numerose grotte nella roccia calcarea del Gargano e lungo tutta la sua costa, in particolar modo nel tratto costiero che va da Vieste a Mattinata, generando cavità e formazioni rocciose dalle forme più svariate e bizzarre. Ne è un esempio particolare il Pizzomunno.

Lo stesso discorso vale per l’Arco di San Felice, scavato dall’erosione presso la strada per Pugnochiuso, a sud di Vieste. Le grotte sono il risultato di fenomeni carsici, ma anche l’azione corrosiva di acqua marina e vento ha dato un contributo importante alla loro formazione. Tra le grotte più conosciute e visitate di Vieste vanno citate la grotta Sfondata, quella dei Due Occhi, dei Contrabbandieri, la grotta Rotonda, dei Pipistrelli, la Campana, la grotta dei Pomodori, del Serpente, la Viola e la Smeralda.

Necropoli paleocristiana

La necropoli paleocristiana La Salata, situata a est della cittadina, è una delle più antiche dell’intero bacino mediterraneo. Il santuario di Santa Maria di Merino è situato all’interno del parco archeologico dell’antica città romana di Merinum, non distante dalla necropoli paleocristiana.

Le spiagge di Vieste

Le spiagge di Vieste sono numerose, chilometri di finissima sabbia, in città e nella natura più selvaggia, tra altissime scogliere e grotte mozzafiato.

Infatti oltre ai tratti di costa cittadinina, che alterna lidi a spiaggia libera, sono numerose le calette nascoste, incontaminate e immerse nel silenzio. Tra le più note citiamo:
– Marina Piccola
– Spiaggia di San Lorenzo
– Spiaggia Vignanotica
– Baia delle Zagare
– Spiaggia di Scialmarino
– Spiaggia della Scialara
– Baia e arco di San Felice

La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” di Max Gazzé si ispira alla leggenda che avvolge il monolite del Pizzomunno, simbolo di Vieste. Secondo tale leggenda, Pizzomunno era un pescatore giovane e bello che abitava a Vieste quando essa era ancora un piccolo villaggio di capanne. Nello stesso luogo viveva una bellissima ragazza di nome Cristalda.

I due giovani si incontrarono e si innamorarono, giurandosi eterna fedeltà. Pizzomunno, con la sua barca, usciva a pescare in mare ogni notte, e puntualmente le sirene, ammaliate dalla sua bellezza, emergevano dalle onde e cantavano in suo onore, offrendogli di diventare immortale se si fosse unito a loro. Tuttavia Pizzomunno, forte della promessa fatta a Cristalda, non cedeva mai a queste offerte.

Una sera le sirene, arrabbiate per i continui rifiuti del pescatore e colte dalla gelosia, emersero dalle profondità marine e rapirono Cristalda, incatenandola e trascinandola sul fondo del mare; Pizzomunno rincorse invano la voce dell’amata, fino a quando, distrutto dalla rabbia e dal dolore, si pietrificò, trasformandosi nel bianco scoglio.

Secondo la leggenda, ogni cento anni, nella notte del 15 agosto, Cristalda riemerge dagli abissi e Pizzomunno ritorna in forma umana, e i due vivono nuovamente, solo per una notte, il loro antico amore.

La scalinata dell’amore a Vieste

La scalinata dell’amore è stata realizzata in occasione della 1° Vieste in Love, dipingendo uno dalle scale che collegano la porta alta della città vecchia con il corso Fazzini, proprio vicino al municipio del Comune di Vieste.  Sui gradini di questa singolare scala è riportato il testo della Canzone “La Leggenda di Pizzomunno e Cristalda” , di Max Gazzè, presentata al Festival di Sanremo 2018. 

Vieste è nota ormai anche come città dell’amore, titolo che spetta anche a un altro comune del Gargano , Vico, la città di San Valentino, altrettanto famosa per il vicolo del bacio.

La leggenda vuole che salendo la scalinata dell’amore a Vieste in coppia e tenendosi per mano, sarai per sempre legato alla persona amata.

La bellissima iniziativa social (che a nostro avviso dovrebbero imitare tanti altri comuni) consta nell’avere installato un cartello che invita i turisti e gli innamorati a scattare una foto sulla scalinata, da condividere in rete taggando il @comunedivieste

Paposcia: lo street food del Gargano

Se penso alle tradizioni culinarie del Gargano la mia mente vola subito alla paposcia, cibo che più gustavo nelle mie lunghe estati a San Menaio da bambino e adolescente. Un ricordo a me caro, e un sapore talmente buono che non potevo non condividere con Pietro, che ora ne va matto.

Per questo, per la sua prima volta a Vieste, Pietro aveva ben chiaro cosa voleva per pranzo: la paposcia! E così, tra le strade assolate della cittadina, abbiamo scelto un piccolo locale al fresco per esaudire questo desiderio.

La paposcia è uno dei piatti tipici del Gargano, un pan-focaccia ripieno diffuso fin dal XVI secolo, sopratutto nella zona di Vico del Gargano. Da semplice pane a regina dello street food. La paposcia ha conquistato davvero tutti, e se quando ero bambino la si trovava solo tra gli scaffali farinosi dei panifici, oggi è serviva in ogni locale, farcita a gusto del goloso cliente.

La calza dei morti: Halloween a Vieste

Anche a Vieste e nel Gargano la festa di tutti i Santi e di Halloween si festeggia sin dai tempi antichi, ma in modalità a metà strada tra la celebrazione statunitense e quella della Befana.

Infatti viene fatta per i bambini la così detta Calza dei morti, simile a quella della Befana e al dolcetto e scherzetto di Halloween. Si narra che la notte tra l’1 e il 2 novembre le anime dei morti tornino a far visita ai propri cari e lascino in una calza doni per i bambini.

Anticamente la calza veniva riempita con frutta di stagione come melograni, noci, mandorle, castagne, fichi secchi, mandarini per bimbi più buoni, oggi la frutta ha lasciato spazio ai dolcetti in epoca contemporanea.

La Fanoja di San Giuseppe

La Fanoja di San Giuseppe è una rievocazione storica del tradizionale falò (Fanoja) acceso nelle notti a ridosso della festa di San Giuseppe del 19 Marzo. Il gruppo folk Pizzeche e Muzzeche organizza dal 2011 con cadenza annuale questa festa tradizionale, che saluta l’inverno scaldando i cuori con balli, canti, vino e tanta allegria. Negli anni ha avuto ospiti di eccezione, le eccellenze del folk locale e musicisti di fama internazionale che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione, tra cui Eugenio Bennato, uno degli “scopritori” delle musiche popolari garganiche.

A fare da degna cornice l’allestimento coreografico che trasforma la rotonda della Marina Piccola  e altri luoghi simbolici in una rappresentazione di vita contadina nella Vieste dell’800, tra animali da fattoria, attrezzi di lavori ormai in disuso, piatti tipici e tradizioni che si perdono nella notte dei tempi.

L’accensione di una gigantesca catasta di legna è il simbolo della luce, dell’addio all’inverno, della natura che si risveglia e della speranza. E’ un modo per demonizzare il male. Il sacro ed il profano si fondono, tra antiche tradizione  pagana sopravvissute nel cristianesimo. [fonte]

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