Castello di Conversano

Castello di Conversano

Il castello di Conversano è la prima cosa che coglie la vostra attenzione appena arrivati in città, grazie alla sua posizione strategica nel punto più alto (219 metri sul livello del mare).

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Storia del Castello di Conversano

Il Castello di Conversano fu edificato dai Normanni nel secolo XI, presumibilmente dopo il 1054, anno in cui uno storico ignoto fissa l’inizio della storia comitale di Conversano. Fu il nipote di Roberto il Guiscardo, Goffredo d’Altavilla il Normanno, che assunse per primo il titolo di “comes Cupersani“. I Normanni mantennero il possesso del castello fino al 1187.

Successivamente acquisirono il potere comitale oltre venti famiglie diverse: i Bassavilla, i Gentile, i Brienne, i d’Enghien, i Lussemburgo e poi anche funzionari regi.

Nel 1422 la contea passò agli Orsini e poi a Giovanni Antonio Orsini del Balzo, principe di Taranto e duca di Bari. Nel 1455 la contea di Conversano passò agli Acquaviva, grazie al matrimonio tra Caterina Orsini del Balzo (figlia di Giovanni Antonio, che le diede in dote la contea) e Giulio Antonio Acquaviva, duca di Atri e conte di Teramo.

Gli Acquaviva trasformarono l’antica fortezza medievale in una dimora principesca. Furono aggiunti nuovi spazi funzionali e si consolidarono gli elementi difensivi, ad opera di Giulio Antonio Acquaviva, come si evince dallo stemma collocato in alto sulla muratura, che unisce le insegne del conte e della consorte Caterina Orsini del Balzo.

Nel 1856, gli ultimi eredi degli Acquaviva affittarono la struttura al sacerdote Francesco Ramunni, che poi ne divenne il proprietario e che in seguito a problemi finanziari fu costretto a frazionarne la vendita tra privati.

Le cinque torri del Castello di Conversano

Il suo nucleo primitivo, costituito dalla torre maestra (alta 25 metri), fu edificato dal primo conte di Conversano Goffredo Altavilla, detto il Normanno. Egli poggiò la fortezza su solidi ruderi di mura megalitiche apule del VI secolo a.C., ripristinando la cinta muraria della città.

Il Castello andò crescendo su se stesso fino al XVIII secolo, quando era ormai diventato sfarzosa dimora dei conti Acquaviva d’Aragona. E’ uno dei fortilizi più articolati e meglio costruiti di Puglia, con ben cinque torri di diversa tipologia e utilizzo.

Oltre a quella maestra, abbiamo la torre Narracci, praticamente gemella alla prima, la torre cilindrica, simbolo di Conversano, la torre poligonale, che presenta delle bocche di fuoco, e la torre stretta, particolare per essere angusta e vuota al centro.

Le 5 torri erano in punti strategici del castello, a forma trapezoidale. Inizialmente definito Castello per le sue fattezze, con il tempo è diventata una dimora comitale, poiché non c’è mai stato un Re.

Architettura e curiosità sul Castello di Conversano

L’ultima aggiunta architettonica del castello è rappresentata dal portale d’ingresso: è stata fatta realizzare nel 1710 dalla contessa Dorotea Acquaviva d’Aragona. La porta ha questa caratteristica maschera apotropaica centrale che aveva la funzione di scacciare le malignità.

Nella prima parte della torre Maestra, la parte più antica del castello, troviamo un pozzo, che ha due circonferenze dove venivano appoggiati i secchi ed è importante non perdere nessuno degli attrezzi durante l’utilizzo. Funzionava con un sistema di corde che passavano attraverso delle scalanature, levigate appositamente affinché le corde non si spezzassero.

Giangirolamo II d’ Aragona e lo ius primae noctis

Al pozzo è legata anche una leggenda: Giangirolamo II d’ Aragona a Conversano applicava lo ius primae noctis. Le giovani coppie pagavano sia la tassa in denaro che in natura, da parte della donna che doveva passare la prima notte di nozze con il Conte. Se la donna si rifiutava leggenda vuole che venisse buttata nella cisterna della Torre Maestra.

Giangirolamo II d’Aragona veniva considerato un sadico, come dimostra la costruzione stessa delle scale della Torre Maestra, e il suo utilizzo. Tutti i gradini erano di dimensioni diverse, per rallentare e affaticare il nemico durante la scalata. Non solo, le mura delle scale vengono considerate la parte sensitiva della visita, poiché sono interamente levigate, a causa delle palle di pietra che il Conte ordinava ai suoi soldati di lanciare giù per le scale durante l’arrivo del nemico (alle volte appositamente invitato da lui per ucciderlo). Nel caso di truppe nemiche eccessivamente sostanziose, alla fine delle palle di pietra faceva rovescare olio bollente giù per le scale.

Era anche un grande spadaccino, la torre era la sua palestra di scherma.

Polo Museale Castello

Il Polo Museale di Conversano comprende la Pinacoteca Civica Paolo Finoglio, e la sezione archeologica allestita negli ambienti intorno al Chiostro di San Benedetto.

La selezione artistica si dipana tra le sale di rappresentanza del Castello e, tra le altre, comprende le grandi tele de “La Gerusalemme Liberata” del napoletano Paolo Domenico Finoglio, considerate il più esteso ciclo del Seicento italiano di argomento non religioso. Negli ambienti al secondo piano si svolgono anche mostre temporanee e convegni.

Nella sezione archeologica si ammirano invece reperti dalla Preistoria all’età romana, tra cui selci paleolitiche e strumenti litici provenienti dalle grotte di Conversano e Monopoli.

Alla sezione archeologica si accede da piazza della Conciliazione, mentre l’interno del castello contiene la sezione artistica.

Pinacoteca civica Paolo Finoglio

La Pinacoteca civica Paolo Finoglio è una pinacoteca che si trova nell’antica “quadreria” del quarto nobiliare del castello di Conversano. Fu realizzata dai conti Acquaviva d’Aragona tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500 e inaugurata nel dicembre 1999 dal comune di Conversano come sezione artistica del Museo civico.

Sono dieci i dipinti completati da Paolo Finoglio probabilmente tra il 1640 e il 1643 e da allora esposti nella sala principale della Galleria del Castello di Conversano. Il pittore attinse alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso e preferì non rappresentare i temi centrali del poema – la guerra santa, la lotta del mondo occidentale in difesa della fede cristiana – ma si concentrò sulla componente eroica e sentimentale dell’opera poetica. Per questo, in primo piano ci sono sempre i protagonisti delle storie: Rinaldo e Armida, Tancredi e Clorinda. I dieci dipinti sono:

– Supplizio di Olindo e Sofronia
– Clorinda si scontra con Tancredi
– Duello tra Raimondo di Tolosa ed Argante
– Tancredi dà il battesimo a Clorinda
– Rinaldo e Armida nel giardino incantato
– Carlo e Ubaldo richiamano Rinaldo ai propri doveri
– Armida cerca di trattenere Rinaldo
– Rinaldo abbandona l’Isola Incantata
– Erminia ritrova Tancredi ferito
– Rinaldo fa strage di nemici.

Fu Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, ad invitare il pittore a trasferirsi da Napoli in Puglia. In effetti Paolo Finoglio sarebbe poi vissuto e rimasto operoso tra Conversano e Monopoli sino alla morte, nel 1645. Proprio dalla volontà del suo principale committente e della moglie Isabella Filomarino scaturì l’esecuzione, all’incirca tra il 1640 e il 1643, della serie di dieci grandi tele raffiguranti episodi del capolavoro di Torquato Tasso, destinate alla Galleria del Castello Acquaviva. Il ciclo, vertice dell’arte del Finoglio, rimase nel castello fino al 1938, quando le tele vennero vendute per essere poi acquistate in asta dal Comune di Conversano nel 1974. Esse offrono un’originale interpretazione pittorica della Gerusalemme liberata, che accantona la componente arcadico-pastorale, solitamente privilegiata dall’arte del Seicento, per concentrarsi sulla dimensione epica e sulle scene cavalleresche e più propriamente “di historia” del poema tassesco.

Pinacoteca comunale Francesco Netti

La Pinacoteca Comunale Francesco Netti è collocata al II piano del Castello di Conversano, nella sala intestata al donatore della prestigiosissima collezione privata del pittore e letterato di Santeramo in Colle. Nell’aprile 2011, il Comune di Conversano ha acquistato alcuni immobili privati posti a livello del II piano del Castello in previsione di un ampliamento del polo museale finalizzato ad accogliere nuove sezioni museali dedicate alle ‘tradizioni’ con esposizioni sulle bande cittadine e sugli antichi mestieri, nonché al fine di realizzare un vano ascensore che consenta l’abbattimento delle barriere architettoniche fino al II piano.

Museo Archeologico

Il Museo Civico Archeologico espone le evidenze archeologiche della città dall’epoca preistorica fino alla Tarda Antichità. La collezione comprende materiali e reperti provenienti dagli scavi negli insediamenti di Norba e Castiglione. Il museo è ospitato all’interno del monastero di San Benedetto.

Cosa vedere a Conversano

Conversano è una delle nostre tappe preferite in Puglia, e non a caso. La storia di questo comune in provincia di Bari è ricca di importanti figure femminili, che ne hanno delineato il destino. Nella nostra guida vi raccontiamo i luoghi di maggior interesse artistico, storico e religioso, oltre a tutti i segreti e le location imperdibili della città.

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