Terlizzi è un gioiello da visitare nella Terra di Bari, tra chiese, piazze e palazzi storici. La sua storia millenaria, lo splendido borgo di Sovereto e i tanti eventi che animano il comune sono un ottimo motivo per visitare Terlizzi. L’artigianato nel borgo di Terlizzi è caratterizzato dalla produzione di ceramiche e terrecotte.
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Indice dei contenuti
Storia di Terlizzi

Terlizzi sorge sotto la spinta e l’incalzare delle invasioni barbariche intorno al V secolo d.C. e fa la sua prima apparizione storica documentata nell’ultimo scorcio del secolo VIII. I suoi primi secoli di storia sono caratterizzati da quelle stese intricate vicende che la storia dell’Apulia registra nel suo lungo periodo medioevale.
Terlizzi viene coinvolta con le altre città limitrofe nelle tristi vicissitudini di una serie ininterrotta di guerra, saccheggi e capovolgimenti politici, seguendo l’incerto destino dei vari conquistatori prima e dei molti padroni poi. Si avvicendano Longobardi e Bizantini, Saraceni e Normanni, venendo poi coinvolte nelle stesse lotte dinastiche e passando dagli Svevi agli Angioini e quindi agli Aragonesi.
Terlizzi per molti secoli rimase nella servitù sotto i dispotici feudatari, sballottata da una signoria all’altra: dai Sanseverino agli Orsini, dai famigerati Grimaldi di Monaco ai conti di Conversano e fino ai principi del Giudice.
Dopo essere passata dall’orbita del predominio degli Asburgo di Spagna in quella degli Asburgo d’Austria (1713), Terlizzi passa nuovamente sotto il predominio spagnolo, quando Don Carlos di Borbone, figlio di Filippo V, con la vittoria sugli Imperiali nella battaglia di Bitonto del 1734 e successivo trattato di Vienna (1735), sale sul trono di Napoli col nome di Carlo III.
Terlizzi si liberò finalmente dal regime feudale con la morte dell’ultima titolare del feudo, la principessa Eleonora del Giudice Caracciolo (1769), che doveva certamente godere largo credito presso la Corte di Napoli per essere suo marito Consigliere di Stato del re.
Mentre venivano avviate presso i competenti organi dello Stato le pratiche necessarie per il riscatto dalla feudalità, grazie alla “liberalità e clemenza” di Ferdinando IV Terlizzi poteva già essere annoverata tra le città libere del regno e posta sotto la diretta ammnistrazione regia sin dal giugno 1770.
Per il suo riscatto Terlizzi dovette sborsare, però, la vistosa somma di 100.000 ducati reperiti attraverso un prestito di un certo “sig. Gennaro Rossi, pubblico negoziate in quella capitale”, i cui interessi hanno gravato fortemente sul bilancio della nostra università. Cominciò per Terlizzi un periodo di benessere, esteso a tute le classi dei cittadini, industriandosi tutti in nuove e ardite iniziative commerciali per il vantaggioso collocamento dei propri prodotti agricoli e artigianali. Questo incremento produttivo e relativo benessere si rivelo specialmente con la notevole espansione urbanistica. Si abbatterono le porte , dando una ventata di vita nuova alla città, furono colmati i fossi che cingevano le mura, venero tracciate fuori del centro storico le ariose e ampie vie nuove, furono costruiti nuovi palazzi signorili e case popolari a più piani in pietra viva locale, e il paese perdette completamente il suo aspetto medievale, assumendo quello di una città moderna.
Da: G. VALENTE, Pagine di storia terlizzese. La chiesa e confraternita di S. Ignazio, Molfetta 1975, p. 15-20.
Cosa vedere a Terlizzi
Centro storico di Terlizzi


Il centro storico di Terlizzi coincide con la cittadella medievale. L’insieme di case e viuzze disposte a raggiera convergenti verso la cattedrale di San Michele Arcangelo, è delineato da quello che i terlizzesi chiamano “stradone” ovvero l’antico fossato del borgo ricoperto nell’Ottocento per permettere il transito del Carro trionfale. I due rami semicircolari dello stradone sono gli attuali corso Dante e corso Garibaldi. Durante i lavori di riqualificazione architettonica di largo Lago Dentro, nel settembre del 2016, è emersa l’antica pavimentazione della piazzetta. La piazza principale, dedicata a Cavour, presenta un Monumento ai caduti realizzato dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli nel 1923.
Cattedrale di San Michele Arcangelo


Si tratta di uno dei principali luoghi di culto di Terlizzi conosciuto anche come il Duomo di Terlizzi. L’attuale cattedrale terlizzese fu costruita tra il 1783 e il 1872 al posto della precedente chiesa, di epoca romanica (XIII secolo). Essa fu realizzata in stile neoclassico da Michelangelo Bonvino.
Nell’architrave della porta sono scolpite di seguito tre scene evangeliche: l’Annunciazione, la Visita dei Magi alla grotta di Betlemme, la Crocifissione con Maria e Giovanni. L’architrave sorregge una lunetta, nella quale è scolpita la scena dell’Ultima cena, in cui Gesù non è raffigurato al centro, ma sull’estremo lato sinistro. Al centro della lunetta è la scritta latina che ricorda l’autore della composizione. I due leoni che un tempo affiancavano l’antico portale sono oggi utilizzati come abbellimento del portale centrale della moderna chiesa del Rosario. Nella parte laterale dell’attuale duomo si possono trovare resti di colonne e frammenti di statue appartenenti alla vecchia chiesa madre.

La facciata è scandita da quattro coppie di colonne, che reggono una trabeazione sopra la quale si erge il timpano. Tre i portali che si aprono, di cui quello centrale più grande dei due laterali, sormontati entrambi da una finestra.
Internamente la chiesa è a tre navate, con un ampio transetto e abside. Il soffitto è a volta a botte. Presenta una cupola centrale, alla congiunzione fra transetto a navata centrale, e quattro piccole cupole nella parte terminale delle due navate laterali. Il presbiterio è coronato da un semicerchio di colonne che sorregge il catino absidale; tra le colonne e la parete dell’abside è posto il coro ligneo.
Palazzo di Città e Teatro Comunale


Fatto erigere sull’area degli antichi centimoli su progetto dell’architetto Nicola Scodes negli anni 1837-44, il Palazzo di Città di Terlizzi presenta una facciata neoclassica scandita da colonne binate. Sul lato minore, l’anfiteatro progettato dall’ingegnere Bonaduce nel 1910. Per molto tempo il Teatro ebbe la generica denominazione di Comunale, solo molto più tardi, per opera di un terlizzese, l’avv. Fortunato Tempesta, prese il nome di ‘Millico’, in onore del sopranista e compositore musicale Vito Giuseppe Millico, nato a Terlizzi nel 1737 e morto a Napoli nel 1802.
Palazzo de Gemmis

Il Palazzo de Gemmis è il palazzo baronale del borgo di Terlizzi. È un noto edificio dell’architettura civile pugliese. Il palazzo fu commissionato dal barone di Castel Foce Tommaso de Gemmis (1700-1761), capostipite della casata, governatore del feudo del principe Grimaldi nella prima metà del XVIII secolo. Il progetto dell’architetto Luigi Vanvitelli (che realizzò la Reggia di Caserta) si sviluppò sul giardino e sull’area di vecchi casamenti del nobile Giuseppe Ignazio Amorosini-Brigazza, sull’arteria centrale del borgo.
Fu ultimato da Ferrante de Gemmis Maddalena, un filosofo illuminsta, che commissionò diversi affreschi negli interni e ampliò la biblioteca di famiglia. Il palazzo fu sede di feste e luogo d’incontro dell’aristocrazia partenopea.
Tutt’oggi è ancora sede della famiglia De Gemmis. La facciata, in bugnato, si affaccia al corso principale e alla chiesa di Santa Maria La Nova, che fu eretta a pantheon del Palazzo stesso. L’ingresso presenta un portale decorato, con una balconata in pietra sull’architrave, sormontata dallo stemma dei Baroni di Castel Foce.
Piazza Cavour e Monumento ai caduti

Su piazza Cavour si affacciano molti dei monumenti di interesse di Terlizzi: la Torre dell’orologio, il Monumento ai caduti, la Chiesa di San Goacchino, e a un solo isolato la Meridiana monumentale.


Il Monumento ai Caduti in Guerra di Terlizzi fu realizzato nel 1923 dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli (artista di primissimo livello nel panorama nazionale del primo Novecento, artefice anche del Monumento ai Caduti di Molfetta, nonché di tantissime opere scultoree di soggetto sacro e profano) e collocato in piazza Cavour.
Nella piazza c’è anche Palazzo Scalera. La famiglia Scalera, originaria di San Severino Lucano, s’insediò a Terlizzi sulla fine del 1500 con Antonio, capitano di cavalleria al servizio del re di Spagna Filippo II dopo aver sposato la duchessa spagnola Isabella Guevara.
Torre Maggiore o Torre dell’orologio


La Torre Maggiore è il simbolo del borgo antico di Terlizzi. Possente e ultima testimonianza dell’antico Castello normanno, dall’alto dei suoi 37 metri, domina lo scenario circostante. La torre, sormontata da un’edicola campanaria, mostra sulla facciata orientale un orologio avente un diametro di 3,45 metri. Edificato dal Conte Amico nel 1075, il castello fu dal XIX secolo residenza del noto giurista Michele de Gemmis.
La torre dell’orologio è praticamente l’unica parte superstite del castello normanno. Si trova nella piazza principale e viene anche chiamata a torre maggiore. Tuttavia, a causa dell’orologio che venne installato nel diciannovesimo secolo, la torre ha preso tale nome. Si tratta di uno degli orologi più grandi d’Europa, con un quadrante di quasi 4 metri.
Chiesa Santa Lucia


La piccola chiesa di Santa Lucia si incunea tra l’ex monastero e palazzo Scalera. Identificata con l’antica chiesa di S. Pietro, attestata sin dai primissimi documenti di epoca medievale, dal 1450 vi fu istituito il beneficio iuris patronatus laicalis sotto il titolo di S. Lucia, permutata in beneficio del capitolo per destinarla ad uso cimitero della colleggiata. In occasione dell’abbattimento di questa, già dal 1758 il rettore beneficiario di S. Lucia ottenne di restaurarla e di ripristinarvi il titolo e il relativo culto. Sulla facciata, illegiadrita da un sobrio portale, si eleva la posticcia edicola a vela con al centro la statua in pietra della santa siracusana. All’interno sono custodite due importanti tavole del XVI secolo raffiguranti gli apostoli Pietro e Paolo.
Villa di San Giuliano
Principesca villa della famiglia de Gemmis, costruita sull’antica Chiesa di San Giuliano, passata alla ribalta della notorietà nel XX secolo come cenacolo culturale dell’ing. Gennaro de Gemmis. L’immensa tenuta annessa alla Villa fu sede di coltivazioni floricole, dando impulso a tale attività in tutto il borgo. La preziosa raccolta di libri e documenti storici che conteneva la Villa, cioè l’attuale biblioteca provinciale de Gemmis, la rese meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, Benedetto Croce ne fu un assiduo frequentatore. È oggi ridotta ad un anonimo edificio sede dell’Istituto di Stato per l’agricoltura dedicato al barone.
Meridiana monumentale


Posto centrale nel Borgo di Terlizzi, La Meridiana è affissa sulla facciata mozzata di un vecchio edificio a fianco del comune. Fu installata nel 1997 per volere del sindaco Alberto Amendolagine che ne fece omaggio alla città. Negli spazi del Palazzo della Meridiana di Terlizzi si svolgono mostre d’arte contemporanea e convegni.
Chiesa di San Gioacchino


La Chiesa di San Gioacchino o, come la chiama il popolo, “la chiesa delle Monache”, si affaccia fra la torre claustrale e il palazzo dei nobili Confreda, nell’ariosa Piazza Cavour di Terlizzi. Assieme all’attiguo monastero conserva la memoria della presenza clarissiana. Le monache di S. Chiara si stabilirono a Terlizzi nel 1674 in un convento situato nella Civitas medievale.


Divenuta parrocchia nel 1896, ha ritrovato l’antico splendore a seguito di lavori di restauro avvenuti negli anni ‘90. L’interno della chiesa è a navata unica con presbiterio, divisa in tre campate. Una statua lignea del XVIII secolo raffigura San Gioacchino che sostiene con atteggiamento estatico la Figliola.
Parrocchia Ss. Crocifisso


La Chiesa dedicata al Santissimo Crocifisso sorge in prossimità del centro cittadino. Di dimensione modesta si sviluppa su pianta rettangolare ad un’unica navata. L’impianto strutturale è caratterizzato da murature costituite da conci in pietra calcarea locale, lasciati a vista esternamente e rivestiti da intonaci internamente.


Un piccolo sagrato conduce alla soglia dell’edificio di culto la cui facciata principale è sormontata da un rosone in stile romanico. La chiesa, svolgendo funzione parrocchiale, assume un’importanza oltre che religiosa anche sociale.
Chiesa Madonna del Rosario e portale di Anseramo da Trani


L’unico elemento rimasto intatto della primissima edificazione di epoca romanica è il portale d’ingresso, il portale di Anseramo da Trani, caratterizzato da un arco sostenuto in modo figurato dalle teste dei santi. La decisione di mantenerlo fu dovuta alla volontà di lasciare intatte alcune delle tradizioni architettoniche di quella chiesa oltre, naturalmente, alla bellezza del portale stesso.
Street art nel centro storico di Terlizzi


Il borgo antico di Terlizzi si riempie di colori grazie alla street-art. Percorrendo i suggestivi vicoli del centro storico, tra via de Cristoforis e largo San Lorenzo, si incontrano decine di porte in ferro e in legno colorati.


Si tratta portoni di ingresso che si trovavano in pessime condizioni estetiche, con i segni del vissuto, e che sono stati ridipinti dagli allievi di Arti Figurative del liceo Artistico Federico II di Corato.
Il borgo di Sovereto

Sovereto è una frazione del comune pugliese di Terlizzi, nella Città metropolitana di Bari. Al 2024 contava 66 abitanti. Il santuario di Maria Santissima di Sovereto (o Madonna di Sovereto), risalente all’XI secolo, è situato nel piccolo centro storico del borgo, lungo la via Appia Traiana. L’icona bizantina presente all’interno della chiesa, la Madonna di Sovereto, è venerata come compatrona del comune di Terlizzi. Si tratta di un luogo ideale per una passeggiata, ve lo consigliamo vivamente.
Festa Maggiore della Madonna di Sovereto

La prima domenica di agosto è la Festa Maggiore dedicata alla Madonna di Sovereto anticipata e seguita da manifestazioni religiose, culturali e folcloristiche: la Madonna fa rientro in paese portata in trionfo su un colossale “carro” sospinto da muscolosi devoti e guidato da timonieri in caratteristico costume tradizionale. Una festa in cui le emozioni e anche la tensione hanno il sopravvento: la “macchina”, un enorme campanile alto oltre 22 metri, attraversa le principali vie della città accompagnata dagli applausi e dall’entusiasmo che unisce in un unico sentimento di ammirazione ed esaltazione collettiva terlizzesi, turisti curiosi.
Festa patronale di San Michele Arcangelo

Si svolgono a settembre i festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo, patrono di Terlizzi, tra riti e iniziative culturali e aggregative.
Festa della Madonna del Rosario

La festa della Madonna del Rosario, ogni prima domenica di ottobre, rinnova il voto della città per la scampata pestilenza del 1656: tre processioni di cui la più suggestiva la domenica mattina, attraversano le strade della città ornate da coperte di seta.
Terlizzi fiori in festa

Si svolge il weekend precedente la festa patronale del 23 di aprile la rassegna Terlizzi fiori in festa quando gli androni delle belle dimore lungo i corsi principali si ammantano dei colori dei fiori di Terlizzi: uno spettacolo assoluto tra coirbelle di rose, cascate di orchidee, fasci di garofani, composizioni di ogni forma che la dicono lunga sulle produzioni, la maestria e l’abilità dei fioristi di Terlizzi. Numerose le iniziative culturali, le mostre, e gli eventi collaterala.



