Cosa vedere a Toritto (Bari)

Cosa vedere a Toritto (Bari)

Toritto è un piccolo comune della provincia di Bari. Un borgo medievale che rientra nell’area dell’altopiano della Murgia. Noto soprattutto per le sue mandorle tipiche, è una località compresa nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

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Storia di Toritto

Le origini di Toritto risalgono all’Alto Medioevo, forse intorno al IX secolo, sebbene i più antichi documenti che citano il nome “Toritto” nella forma “Turitto” e “Turittii” risalgono circa al 1092. Nel 1171 un documento dell’arcidiocesi di Bari testimonia la presenza di una parrocchia.

Il nome è di etimologia incerta: dalla radice di torus (“altura”) o da tauretum (“collina”). Nel XIX secolo, lo storico Romanelli, basandosi sulle informazioni di Plinio, menzionava l’esistenza di una comunità chiamata Tutini nella sua Topografia del Regno di Napoli. Romanelli ipotizzava che la loro capitale fosse Tutum, ma non c’erano indicazioni precise in merito, così come accadeva per altri popoli descritti da lui. Pertanto, suggeriva la possibilità di correggere “Tutini” di Plinio in “Turini”, supponendo che la capitale potesse essere stata Turum. Alcuni ipotizzano così che la Tutum di Plinio potrebbe corrispondere all’attuale Toritto, con il significato originario di “luogo rialzato e protetto”. A supportare questa teoria ci sono importanti scoperte archeologiche nella località Legna, situata a circa 10 chilometri a sud-ovest di Toritto, vicino alla frazione di Quasano.

Ci fu una proposta che voleva unire il comune di Toritto con quello di Grumo Appula e Binetto formando un nuovo comune ma alla fine il progetto venne abbandonato.

Cosa vedere a Toritto

Centro storico di Toritto

Il centro del paese è rappresentato da piazza Vittorio Emanuele II, anche detta piazza “vecchia”, essendo la più antica della città. Sulla piazza si staglia il Castello Marchesale, storica dimora dei feudatari locali risalente al 1167, dall’aspetto molto spartano. Nelle immediate vicinanze troviamo la Torre dell’Orologio, datata 1564, unica costruzione “laica” a scandire il tempo insieme ai campanili delle svariate chiese. [fonte]

Castello Marchesale Normanno della Tolfa

Il castello di Toritto ha una lunga storia di cui si conoscono solo alcuni dati, in mancanza di studi che ne chiariscano le fasi storiche di costruzione e di utilizzo.

Situato in piazza Vittorio Emanuele, nel centro storico del paese, il monumento ha subito nel tempo numerose ristrutturazioni ed ampliamenti, inglobando le torri (torre normanna e torre rotonda), che risalgono ad un’epoca stimata tra il X e l’XI secolo ed erano presumibilmente pertinenti ad una struttura difensiva munita di un fossato, trasformatasi poi nel tempo in residenza gentilizia.

Tra il XV ed il XVI secolo per ampliare il castello furono annessi altri corpi di fabbrica costruiti direttamente sul fossato, visibili tra la piazza e via Carmine, dove si trova il ponte di pietra utilizzato come accesso all’edificio, fiancheggiato da due leoni in granito che hanno tra le zampe due panelle, testimonianza dell’epoca in cui il feudo era nelle mani della nobile casata dei Frangipane.

In base a quanto riportato in un documento del 1631 il castello in età barocca aveva anche funzioni produttive ed ospitava, oltre agli appartamenti residenziali delle nobile famiglie che si sono succedute nel feudo (Frangipane, Caravita, Telesio), stalle, cortili, cisterne, mulini, granai e frantoi. Attualmente l’edificio è suddiviso in diversi appartamenti di proprietà privata e non è visitabile. [fonte]

Chiesa matrice di San Nicola

L’edificio religioso più importante di Toritto è la Chiesa matrice di San Nicola, costruita nel Quattrocento sui resti di un tempio precedente all’anno Mille; fu poi ampliata nel XVII secolo e ricostruita completamente in seguito a un incendio avvenuto nel 1808. 

L’edificio, presenta una facciata in stile neoclassico con il portale centrale incluso tra due lesene doriche su cui si imposta il timpano di chiusura. Al di sotto del timpano vi è l’iscrizione latina di dedicazione della chiesa a Dio e a San Nicola.

L’interno presenta una navata unica chiusa in fondo dall’abside con cupola emisferica e cappelle lungo i fianchi. L’area presbiteriale è rialzata per la presenza nell’area sottostante della cripta in cui si conserva una lastra lapidea datata al 1410. All’interno della chiesa sono conservati alcuni dipinti di particolare rilievo. [fonte]

Chiesa della Madonna delle Grazie

Nella piazza Aldo Moro di Toritto degna di visita è la Chiesa della Madonna delle Grazie, risalente al ‘700 e dedicata alla compatrona. Sul frontone vi è apposta la scritta: “Proteggerò questa città e la salverò proprio io”. Fu realizzata da Ettore d’Urso, all’interno della sua cocevola, in virtù di una precedente chiesa, distrutta dal terremoto nel 1731. La costruzione iniziò nel 1746 e terminò nel 1756.

Piazza Aldo Moro e Monumento ai caduti

Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale di Toritto sorge nell’attuale Piazza Aldo Moro (ex Piazza Roma), nello spazio comunemente chiamato “piazza nuova”, ovvero la seconda del paese dopo Piazza Vittorio Emanuele II.

Il monumento rientra nella tipologia “a fontana”: al centro di una grande vasca rotonda si erge un pilastro in pietra adornato da due vasche laterali più piccole, entrambe sorrette da reggimensola a forma di prua di nave, su cui si imposta un imponente gruppo scultoreo in bronzo.

Quest’ultimo venne commissionato a Mario Sabatelli, uno dei più importanti scultori pugliesi della prima metà del Novecento, autore di numerosi monumenti sparsi su tutto il territorio italiano, che lo realizzò a Roma, così come riportato dalla stesso autore che firma e data la scultura. [fonte]

Torre dell’Orologio

La torre dell’orologio è di epoca medievale, e il suo ingresso è costituito da una piccola porticina, al civico 87. Su di essa è visibile l’iscrizione 1564, anno in cui fu aperto questo accesso. Costituisce forse l’esempio di un tempo laico da affiancare al tempo scandito dalle campane della chiesa madre che si trova vicino. Salendo le scale e raggiungendo la sommità è possibile osservare l’antica meccanica dell’orologio.

Chiesa della Madonna della Stella

La più antica delle dieci chiese di Toritto è la Chiesa della Madonna della Stella, costruita prima dell’anno 1092; dopo essere stata acquistata dal duca di Toritto nel XVI secolo e riedificata nel 1619, rimane tuttora proprietà degli eredi della famiglia ducale.

L’edificio presenta un’alto basamento in pietra che circonda tutto il perimetro e una zona superiore intonacata. È possibile accedervi sia dall’ingresso principale presente sulla facciata maggiore a spioventi, in cui si apre il portale architravato sormontato da una lunetta, sia da quello laterale la cui facciata è arricchita da tre piccole finestre e da un campanile a vela.

L’interno è a navata unica con copertura a botte e unghie laterali. L’altare maggiore è in marmo e su di esso è possibile ammirare due dipinti, una tela raffigurate la Madonna del Suffragio sormontata da una stella a otto raggi e l’altra raffigurante la Madonna con la stella sul velo e il Bambino. [fonte]

Chiesa della Madonna del Carmine

La chiesa della Madonna del Carmine, risalente ai primi anni del ‘900, sorge in Largo Croci. Realizzata in stile neoclassico, presenta una facciata scandita da lesene su alti plinti, chiusa in alto da un timpano triangolare con cornice aggettante.

Al centro si apre il portale decorato da motivi vegetali, sul cui architrave campeggiano le sculture di due angeli che sorreggono l’emblema del Carmelo. Al di sopra, l’ampio rosone in pietra a dodici raggi.

credits https://www.torittocultura.it/chiesa-madonna-del-carmine/

All’interno è possibile ammirare l’altare maggiore in marmo realizzato nel 1910 e dedicato alla Madonna del Carmine, insieme agli altari marmorei laterali dedicati al Sacro Cuore e a San Francesco da Paola. L’altare maggiore insieme all’organo sono stati recentemente restaurati. [fonte]

Chiesa di San Giuseppe

La chiesa di San Giuseppe sorge al posto dell’antica Chiesa del Purgatorio del duca La Tolfa, demolita nel 1921 quando sia per il numero crescente dei fedeli sia per la necessità del Comune di allargare la strada che conduceva al cimitero, la Confraternita di San Giuseppe deliberò la costruzione di una nuova chiesa sulla cosiddetta “Via Nuova”, attuale via G. A. Pugliese.

A ricordo dell’antico edificio rimane la nicchia, un tempo presente sull’altare maggiore e oggi posta all’esterno della nuova chiesa, in cui si può ammirare la statua di San Giuseppe. Il nuovo edificio, progettato dall’ingegnere barese Vincenzo Rizzi in stile neogotico, fu costruito in cinque anni, grazie al contributo dei fedeli. La chiesa si presenta a navata un’unica chiusa sul fondo dall’abside. [fonte]

Quasano

Quasano (toponimo corretto Quasani), l’unica frazione di Toritto, da cui dista 10 km, nella città metropolitana di Bari, è una località rurale e noto luogo di villeggiatura già dagli inizi del novecento. Attualmente conta trecento abitanti.

La borgata è utilizzata soprattutto come zona residenziale estiva, grazie alla presenza del bosco e all’aria buona che vi si respira. Secondo la tradizione locale infatti il nome “Quasano” deriverebbe dalla frase “Qua si sana”, pronunciata da una duchessa di Toritto che vi si era stabilita per guarire da una malattia respiratoria grazie all’aria pura che si godeva nella contrada.

Pulicchio di Toritto

Il “pulicchio” è una conca carsica di forma ovoidale situata in località Castelli di Cristo nel comune di Toritto. Non si conosce l’origine del termine “pulo” utilizzato esclusivamente in Puglia, nella sola zona delle Murge.

Questo di Toritto è detto “pulicchio” probabilmente per le sue modeste dimensioni, 50m di diametro la conca per 4m appena di profondità. È caratterizzato dal profilo a curva spezzata, rientrando nella categoria delle doline “a scodella” (secondo la classificazione Gortani).

Si tratta di una cavità di recente formazione generata da corsi d’acqua che, penetrando nelle fessure della roccia calcarea, dissolvono e asportano materiale calcareo producendo un continuo allargamento delle stesse. [fonte]

Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Toritto si trova nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Istituito nel 2004, è una area naturale protetta situata in Puglia, nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani. Immerso nel verde, il contesto geografico è quello della Murgia di Nord-Ovest o Murgia Alta, un imponente blocco calcareo, oggi fortemente carsificato, che, a partire da 70 milioni di anni fa, è emerso e si è modificato. Si tratta di un territorio eccezionale, caratterizzato da spazi immensi che si perdono nell’orizzonte o, a tratti, reso sinuoso da alture collinari che raggiungono anche 600 m di quota.

Mandorla di Toritto

credits https://www.torittocultura.it/la-mandorla-di-toritto/

Prodotto di eccellenza e fiore all’occhiello della produzione agricola, la mandorla di Toritto è conosciuta a livello internazionale per le sue proprietà nutritive e per l’elevato livello qualitativo a cui deve numerosi riconoscimenti, tra cui l’inserimento tra i Presidi Slow-Food.

I mandorleti si estendono nella zona pre-murgiana nell’area occupata un tempo dall’antico bosco di Toritto, in cui la presenza della roccia calcarea con le sue particolari caratteristiche di  impermeabilità e consistenza garantisce le condizioni ottimali di crescita per i mandorli.

La raccolta agli inizi di settembre si fa tramite bacchiatura tradizionale con pertiche di castagno ed uso di panni stesi sotto la pianta; dopo si procede alla smallatura, operazione con cui le mandorle vengono liberate dai malli che aderiscono ancora ai gusci. Un tempo questa operazione veniva eseguita a mano, oggi viene eseguita a macchina. La fase successiva è l’asciugatura al sole. Ancora oggi in alcune strade di Toritto si possono vedere le mandorle stese al sole su un telo ad asciugare, secondo l’antica tradizione.

La sgusciatura, una volta eseguita a mano dalle donne, oggi è affidata ad appositi macchinari. Nel territorio di Toritto sono presenti varie specie (cultivar) autoctone che portano il nome di antichi cittadini torittesi, come la “Antonio De Vito”, la “Genco” e la “Filippo Cea”, di cui si conserva ancora la pianta “madre” in località Matine.

La Filippo Cea è la varietà più diffusa, grazie anche alle sue caratteristiche di eccellenza che ne fanno il prodotto ideale per l’utilizzo in pasticceria: una bassissima acidità e un sapore intenso con note di burro finali, la pastosità. Il contenuto elevato di acidi grassi poliinsaturi come l’acido oleico e l’acido linoleico ne fanno inoltre un alimento prezioso per la salute. [fonte]

Festa dei Santi Patroni

credits https://ingiroconangela.com/

San Rocco è storicamente il santo più invocato come protettore dalle pestilenze. Il lungo succedersi di pestilenze a Toritto spinse certo la popolazione ad eleggerlo come proprio patrono. La Madonna delle Grazie è patrona di Toritto insieme a San Rocco e la popolazione celebra la festa in onore dei Santi Patroni (“festa grande”) portando la statua della Madonna in processione su un carro trionfale alto dodici metri, tirato a braccia da dodici fedeli.

Il carro trionfale ha subito molte trasformazioni durante gli anni, dalla forma originaria a navicella a quella attuale di torre. Alla festa partecipano le nove confraternite del paese e il momento culminante è la consegna delle chiavi del paese alla Madonna da parte del Sindaco. La statua d’argento di San Rocco invece viene portata a spalla e, finita la festa, viene smontata e conservata nella chiesa della Madonna della Stella dove ha la sua sede la Confraternita del Santo. [fonte]

Sagra dei sapori torittesi

La Sagra dei sapori torittesi porta in piazza eventi gastronomici, stand, degustazioni, workshop, visite guidate, intrattenimento musicale e spettacoli dal vivo. I due prodotti identitari di Toritto, la sua mandorla e la salsiccia cervellata sono i protagonisti di questo evento.

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